Mandzukic e i Cottimisti del Gol Pagati a Peso d’Oro per Pochi Mesi

Il croato firma col Milan per un semestre in cambio di 1,8 milioni netti. La stessa strategia applicata a Ibra e ad altri campioni d’esperienza: ormai gli over 30 fisicamente reggono e i club investono in affidabilità.

Da LaVerità.info

di Gabriele Gambini

Una nuova figura, deducibile col filtro dell’epica cavalleresca, si sta diffondendo ai massimi livelli internazionali del calcio: il capitano di ventura. Avventuriero esperto al servizio di blasoni affamati di obiettivi ambiziosi, permette loro di conseguirli in breve tempo, indirizzando i mezzi a disposizione e firmando ricchi contratti di anno in anno, in genere pensati con finalità graduali. Una volta era il mestiere delle armi, oggi è il mestiere del pallone. Gente, per intenderci, come il quasi quarantenne Zlatan Ibrahimovic, a tutti gli effetti diventato un Giovanni Dalle Bande (rosso) nere. Come Arturo Vidal, da molti dato per imbolsito, e però ancora gagliardo nel centrocampo dell’Inter. L’ultimo in grado di fregiarsi dell’investitura, è il croato Mario Mandzukic, da qualche giorno approdato alla corte del Milan. Per nulla intimorito dal peso della leggenda intorno alla maglia numero 9 del “diavolo”, Mandzukic, già bandiera della Juventus, con cui ha disputato 162 partite segnando 44 gol, si è presentato non lesinando sulla fiducia in sé stesso: «Sarà un onore indossare questa maglia piena di storia. Posso solo promettere di fare del mio meglio in ogni partita e di aiutare la squadra in ogni maniera. Sono sicuro che insieme possiamo realizzare il sogno di ogni fan del Milan, e ce ne sono molti in Croazia. Sono pronto a combattere». L’attaccante compirà 35 anni a maggio, l’accordo con la dirigenza prevede un contratto da 1,8 milioni di euro fino alla fine di questa stagione, con opzione automatica di rinnovo se il Milan si qualificherà per la prossima edizione della Champions League. Tanti soldi, se si pensa a un’intesa della durata – teorica – di sei mesi.

La formula non è nuova. Già nel gennaio 2020, quando Ibrahimovic decise di tornare sulla sponda rossonera del Naviglio, il patto siglato fu analogo: 3,5 milioni netti fino a giugno 2020, più 500.000 euro in caso di qualificazione alle coppe europee. Al 50% delle presenze, rinnovo automatico fino a 30 giugno 2021 per 6 milioni netti a stagione. A oggi, il cannoniere svedese vanta 26 partite in Serie A nell’anno solare e ben 22 reti segnate. Diversa, ma non troppo, la situazione di Vidal : due anni di contratto a 6 milioni, con opzione per il terzo.

Questi giocatori hanno in comune alcune caratteristiche che li rendono paragonabili ai mercenari rinascimentali: l’elevata esperienza sul campo, traducibile con un’età anagrafica sempre superiore ai 30 anni, spesso – è il caso di Ibra e Mandzukic – oltre i 35. Un’integrità fisica certificata, che li mette al riparo dal rischio di recidive per infortuni del passato. E ancora, la capacità di focalizzarsi su obiettivi a breve termine precisi e predeterminati, garantendo le vittorie in quella manciata di partite decisive. Insomma, condottieri altamente specializzati, trascinatori di brigate molto giovani.

Profili mai visti prima nell’universo del calcio, grazie alle moderne tecniche di allenamento. Se un tempo i preparatori atletici si concentravano sull’ottimizzare la prestazione dei calciatori nell’immediato, non considerandone più di tanto la longevità muscolare, oggi assistiamo a un ribaltamento: un’integrazione alimentare mirata e una tabella di gestione dello sforzo strutturata sul pieno recupero psicofisico consente loro di giocare ad alti livelli persino a 40 anni suonati.

Peculiarità che aprono alla novità più succosa: le formule contrattuali. Fino a una decina di anni fa, il veterano andava a caccia dell’ultimo ingaggio della vita, generalmente un triennale al ribasso rispetto allo stipendio degli anni d’oro, magari in un campionato minore. Ibra e Mandzukic hanno invece ottenuto, per tempistiche ed emolumenti, qualcosa di assai differente. Contratti brevi, stabiliti per obiettivi progressivi, che in termini di danari percepiti non abbassano le loro pretese. Opzioni collaterali sostanziose e possibilità di rinnovo garantita solo se gli scopi fissati alla firma del contratto vengono raggiunti.

Nessuno come loro – i risultati del Milan con il bomber svedese stanno lì a dimostrarlo – è in grado di far vincere a una squadra partite altrimenti destinate a finir male. Gli equilibri finanziari delle società muteranno presto. Le nuove figure dei veterani trascinatori costringono a scelte inedite. Puntare su di loro consente di ottenere alta affidabilità, valorizzando una rosa di giocatori magari giovane e ancora da scoprire. Ma riduce gli spazi per eventuali investimenti alla Matthijs de Ligt o alla Erling Braut Håland , giovanissime stelle di prospettiva deflagrante, ma meno rodati, con un costo del cartellino già elevato. O gli uni, o gli altri. In tempi di Covid, con la coperta corta e il portafoglio non tanto pingue, l’arguzia delle dirigenze dei grandi club si misurerà in un Risiko insolito.



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